Questo articolo è stato scritto solo per chi si riconosce in almeno una di queste situazioni e per chi vuole:
- Hai studiato mercati, trading, investimenti… ma ti manca un metodo replicabile
- L’idea dell’automazione ti affascina, ma hai paura dell’ennesima trappola del “bot magico”
- Vuoi capire se è possibile investire in modo serio senza vivere davanti a grafici e alert
Se stai cercando:
- Promesse
- Scorciatoie
- Rendite automatiche passive mentre stai con il cocktail in spiaggia
Puoi fermarti qui.
Perché qui non trovi promesse.
Trovi dati, contesto e una verità che pochi dicono:
Un portafoglio di sistemi automatici non si giudica dal profitto. Si giudica dal rischio che hai dovuto sopportare per ottenerlo.
Nel 2026 dobbiamo dirtelo chiaramente: l’anno precedente non è stato tutto lineare.
Ci sono state anche fasi complesse.
Non lo nascondiamo.
Qui sotto trovi come sono andate davvero le cose, perché è successo e le 4 lezioni chiave che ne abbiamo tratto così puoi evitarle gratuitamente (senza rischiare il tuo capitale)
I numeri del 2025: la sintesi che tutti guardano
Conto Academy, aperto a gennaio 2023 con soldi reali (5.000 €) su Interactive Brokers.
Inizio 2025: €12.796,64
Fine 2025: €15.703,97
Variazione: +€2.907,33 (+22,72%)
👉 Sì, più avanti ti mostrerò anche l’andamento complessivo dal 2023 ad oggi, per dare il quadro completo.

Questo è il classico dato “da screenshot”.
Quello che quasi tutti guardano per primo.
Ed è anche il punto in cui si commette l’errore più comune:
valutare il risultato senza alcuna contestualizzazione,
senza capire come ci si è arrivati.
Il rendimento, da solo, non dice nulla.
Il rischio necessario per ottenerlo, invece, dice molto.
Perché questi numeri, da soli, non raccontano tutta la storia
Chi guarda solo il rendimento fa due errori enormi:
- Non lo contestualizza
- Non si chiede che prezzo è stato pagato in termini di rischio
La domanda corretta non è: “Quanto hai guadagnato?”
Ma: “Quanto drawdown hai dovuto reggere per guadagnare questo?”
Il drawdown massimo nel 2025
Nel corso dell’anno si è verificato il drawdown più ampio dal 2023.
Max drawdown: −20,06%
Vuol dire che, nel punto peggiore, il portafoglio è sceso del -20% rispetto al massimo precedente.
Ed è il momento in cui la maggior parte dei “traders” e “investitori” spegne tutto.
Ma il drawdown non si misura solo in termini di profondità ma anche in termini di durata.
Ecco cosa è successo:
- Picco massimo positivo del portafoglio: 17 gennaio 2025
- Minimo: 28 marzo 2025
- Nuovo massimo: 11 aprile 2025
Durata totale: 84 giorni (circa 3 mesi di sofferenza dal picco massimo.
E questo è “il prezzo del biglietto”
Se pensi quando sei a −20%: “Spengo. Poi rientro quando torna su.”
Beh, è lì che di solito si mangiano i profitti e il recupero!
Non perché il sistema non funzionava.
Ma perché sei intervenuto nel momento sbagliato, guidato dalle emozioni e non dai dati.
L’automazione non serve a vincere sempre. Serve a toglierti dalle mani quando sei il tuo peggior nemico.
Il drawdown non è un errore. È il prezzo da pagare per restare investiti quando conta davvero.
Abbiamo battuto il mercato nel 2025?
Quando si parla di mercato, di solito si intende un riferimento semplice e condiviso: un indice ampio che rappresenta l’andamento medio degli investimenti azionari.
In genere il riferimento è l’S&P 500, perché:
- include le principali 500 aziende americane
- è uno degli indici più studiati e investibili al mondo
- viene spesso considerato il “metro di paragone” per capire se un investimento ha fatto meglio o peggio del mercato
Cosa significa davvero “battere il mercato”
Battere il mercato non significa guadagnare.
Significa fare meglio di un’alternativa passiva che chiunque può replicare con un semplice investimento (es. ETF).
Se il mercato fa +10% e tu fai +10%:
- Non hai fatto nulla di speciale: in termini tecnici, non hai generato alpha.
- hai semplicemente seguito il mercato (con più lavoro e costi)
Il valore reale non è il risultato in sé,
ma la differenza tra il tuo risultato e quello del mercato.
Quella differenza si chiama alpha.
L’alpha non è una vanity metric per fare bella figura con amici o parenti.
È uno strumento pratico, che serve a rispondere a una sola domanda:
“Sto davvero creando valore rispetto al mercato, oppure no?”
Il confronto reale con il mercato nel 2025
Portafoglio automatico Academy (EUR): +22,72%
S&P 500 (EUR): +15,39%
👉 Alpha reale: +7,33%
Anche sul fronte del rischio il risultato è stato migliore:
Max drawdown portafoglio: −20,06%
Max drawdown S&P 500: −21,35%
👉 Alpha sul drawdown: +1,29%
E questo dato è conservativo.
Se il drawdown dell’S&P 500 viene misurato correttamente in euro (come va fatto con un portafoglio in €), il calo massimo risulta ancora più profondo (circa −22,6%) a causa dell’apprezzamento dell’euro sul dollaro proprio durante la fase di discesa del mercato.
Tradotto: il benchmark di riferimento ha sofferto più di quanto sembri se lo guardi solo in USD.
Cosa significa davvero questo confronto
Questo implica due cose fondamentali:
- il portafoglio non solo è cresciuto,
- ma ha creato valore aggiuntivo rispetto a un investimento passivo.
Ed è un dettaglio cruciale.
Nel 2025 il mercato è andato molto bene.
Non era un anno “facile” da battere perché:
- l’S&P 500 ha chiuso ampiamente positivo
- il cambio EUR/USD ha inciso in modo significativo sui rendimenti
- il benchmark partiva già da livelli elevati
Generare alpha in un contesto del genere non è scontato.
È una delle poche metriche che ti dice se:
- stai semplicemente seguendo il mercato
- oppure stai costruendo qualcosa di efficiente dal punto di vista rischio/rendimento
Il profitto ti dice quanto hai guadagnato.
L’alpha ti dice se ne è valsa la pena rispetto alle alternative.
Quanto costa davvero tenere operativo un sistema di trading automatico
Qui arriviamo alla parte che quasi nessuno mostra.
Costi di trading (già inclusi nei rendimenti precedenti)
Questi sono dei costi intrinsechi che normalmente trattiene direttamente il broker a ogni operazione.
Però è importante conoscerli:
- Fee & commissioni: −839 €
- Interessi (margin): −221 €
- Cambio Valutario FX & aggiustamenti: −1.977 €
Totale: −3.037 €
Sono costi reali, inevitabili, ma già considerati nella performance di prima.
Costi di infrastruttura e servizi
Quando si parla di trading automatico, il broker non è tutto.
Per far funzionare davvero un portafoglio di sistemi servono strumenti esterni, senza i quali l’automazione semplicemente non esiste.
E questi costi NON sono inclusi nel report del broker.
Data feed di qualità
Cos’è e perché è fondamentale Il data feed è la fonte dei dati di mercato:
- prezzi storici (per studiare e testare le strategie)
- prezzi in tempo reale (per eseguire gli ordini correttamente)
In pratica è la materia prima su cui si basa tutto il sistema. Infatti come puoi ben capire è fondamentale avere:
- dati storici affidabili
- evitare buchi, errori o prezzi “aggiustati male”
- dati in real-time
Costo medio: ≈ 235 € / anno (forex, azioni USA, futures indici, metalli, materie prime…)
È uno di quei costi che:
- non fanno guadagnare di più direttamente
- ma evitano errori molto costosi
VPS (Virtual Private Server) + licenze
Il “computer” che lavora al posto tuo.
Un VPS non è altro che un computer remoto sempre acceso, ospitato in un data center professionale.
Serve per:
- far girare le strategie 24/7
- evitare problemi di connessione di casa
- evitare blackout, riavvii, aggiornamenti automatici
- ridurre la latenza, cioè il tempo che intercorre tra il segnale e l’invio dell’ordine al broker
In altre parole: se l’automazione deve funzionare anche quando dormi o sei in giro per il mondo o vacanza,
non può dipendere dal tuo PC personale.
All’inizio può anche andare bene partire dal proprio computer, ma l’obiettivo (se vuoi fare le cose in modo serio) è spostarsi su un’infrastruttura più solida e affidabile.
Costo VPS + licenze: ≈ 315 € / anno
Totale servizi di infrastruttura
- Data feed di qualità: ≈ 235 €
- VPS + licenze: ≈ 315 €
👉 Totale: ≈ 550 € / anno
Questi costi non compaiono nel report del broker, ma fanno la differenza tra:
- “ho un bot sul mio PC”
- “ho un sistema che funziona nel tempo”
Ed è anche per questo che il trading automatico serio: non è gratuito, ma è scalabile:
gli stessi costi pesano moltissimo su un conto da 1.000 €, quasi nulla su 20.000 € o 100.000 €.
Risultato netto reale (prima delle imposte)
Partiamo dal risultato operativo del 2025:
- Profitto lordo (già al netto di fee, commissioni, FX): €2.907
- Costi di infrastruttura: −€550
👉 Utile reale prima delle tasse: €2.357
Rapportato al capitale di riferimento, significa:
- +18,42% netto operativo
Questo è il numero corretto da guardare se vuoi capire:
- Quanto ha prodotto davvero il sistema
- Al netto dei costi necessari per farlo funzionare
Non è un numero “teorico”.
È ciò che resta prima di pagare le imposte.
Tassazione sugli investimenti in Italia
In Italia, i profitti da trading e investimenti finanziari sono soggetti a:
- imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze
- compensabile con eventuali minusvalenze pregresse
Nel nostro caso (arrotondando per difetto):
- Plusvalenza: €2.907
- Imposta (26%): −€755
👉 Utile netto finale: €1.744
Attenzione però: non confrontare questo numero in modo “puro” con la percentuale del mercato.
Anche un investimento passivo sull’indice, quando realizzi il profitto, viene tassato allo stesso modo (26% tassa sul capital gain).
Da dove sono arrivati i rendimenti
(e da dove no)
Questa è la parte che educa davvero.
Se guardi un portafoglio automatico serio, non troverai:
- una linea che sale sempre
- una sola fonte di profitto
- un unico “motore magico” (a differenza a chi ti vuol far credere che basti un bot miracoloso su metatrader!)
Troverai componenti che spingono e componenti che fanno male.
Nel 2025, per esempio:
- 2 strategie su S&P500 (un bias e un mean reverting): ci hanno portato un profitto realizzato: +10.079,65€!
- Strategie sulla volatilità (VIX): complessivamente ci ha fatto perdere -2.189,16€.
Ma questo tipo di strategie sono di protezione del capitale: in certe fasi migliora l’equity line e ti “mangia” in altre.
Se non sai perché ce l’hai in portafoglio, la spegni nel momento peggiore. - Materie prime: molto bene per l’oro, ma male per petrolio e soia
- … altre strategie meno rilevanti su azionario
Se leggendo questi numeri ti senti un pò a disagio, è normale.
Significa che stai iniziando a ragionare da trader/investitore, non da “spettatore”.
Le lezioni chiave emerse dal 2025
Da questa analisi puoi portarti a casa, senza buttare soldi in corsi o bruciando tuo capitale:
1) Diversificazione vera (non “ho 5 strategie tutte sull’azionario”)
Nel tuo portafoglio devono convivere:
- indici (esempio: S&P500, Nasdaq)
- commodities (esempio: oro, petrolio, soia)
- FX (esempio: EUR/USD, EUR/NZD)
- volatilità (esempio: VIX)
- equity/ETF (azioni singole o ETF)
Questa è la differenza tra:
- un sistema
e - una scommessa mascherata da sistema
2) Accettare che alcune cose andranno male mentre altre salvano l’anno
Nel 2025 si vede: strategie su S&P500 fortissime, altre deboli.
Se il portafoglio fosse “tutto uguale”, o vola o si schianta.
3) Gestire il rischio come metrica primaria
La performance è una conseguenze, di alcune variabili che (per fortuna) puoi controllare:
- esposizione
- size
- correlazione
- regole di rotazione / ribilanciamento
La performance è un effetto collaterale positivo.
Il rischio è l’unica variabile che puoi davvero controllare.
4) Processo > previsione
Non devi prevedere il 2026.
Devi costruire un processo che funzioni anche quando il mercato è debole, le notizie sono negative e gli analisti sbagliano.
Perché i cicli cambiano.
I titoli passano. Il metodo resta.
Un dato che vale più di mille parole

Dal 2023 mostriamo ogni circa tre mesi i risultati dei nostri portafogli REALI in webinar live pubblici e gratuiti.
Niente report a posteriori, niente numeri “aggiustati”.
Risultato cumulato dal 2023 ad oggi
- Portafogli automatici: +192,16% net profit
- S&P 500: +75,76%
👉 Alpha complessivo: +116,40%
Con un dato che per noi conta ancora di più:
- Max drawdown portafogli: −20,06%
- Max drawdown S&P 500: −21,35%
Questo significa una cosa molto semplice:
Abbiamo ottenuto più del doppio del mercato, prendendoci un rischio anche inferiore!
Non perché “siamo più bravi”. Ma perché gestiamo il rischio prima del profitto.
Ed è esattamente questo che rende un risultato:
- Replicabile
- Sostenibile
- E difendibile nel tempo
non solo bello da raccontare.
Vuoi iniziare con gli investimenti automatici?
…o vuoi iniziare a capire come si costruiscono?
Perché se capisci il processo:
- non dipendi da nessuno
- non ti fai fregare
- sai valutare un sistema
- sai riconoscere quando stai facendo cavolate
Da dove partire senza bruciarti capitale
Se oggi sei a “zero” o sei confuso perché hai visto troppe cose online, la cosa più intelligente non è cercare un bot.
È costruire le fondamenta.
BeQuant: il nostro percorso gratuito
È il punto di ingresso dove ti portiamo a:
- capire se questo mondo può fare al caso tuo
- leggere performance vs drawdown senza auto-ingannarti
- costruire una strategia accompagnato passo dopo passo con le tue mani
- leggere le metriche correttamente per un analisi quantitativa professionale
- evitare gli errori tipici di chi inizia (software sbagliato, complessità inutile…)
Non ti promette rendite passive.
Ti dà il metodo per non andare a caso.


